L'arte di curare e guarire
No, caro Brindani. Sugli attacchi non sempre giusti al Festival di Sanremo ero d'accordo con lei, ma questa volta mi permetta di dissentire. La fisica ci insegna che tutto tende all'entropia e che per il semplice fatto di esistere, i nostri processi biologici, accanto a una buona quota di forza lavoro e calore liberano una serie di prodotti non più riutilizzabili. A questi si aggiungono quelli che produciamo attraverso le normali attività quotidiane. L'unica cosa che possiamo fare è cercare di non accelerare la corsa verso l'entropia assoluta e verso l'estinzione di ogni forma vivente. Questo significa che non dovremmo creare più scorie di quelle inevitabili. Basta alle confezioni inutili, che avvolgono e proteggono nel vano tentativo di impreziosire qualcosa che prezioso non è. Per come siamo messi, qualsiasi tipo di spazzatura aggiunta che potremmo invece risparmiarci, è di troppo. Inutile e deleteria.
E poi, signor Brindani, è solo una questione di punti di vista dire che "questa immondizia non fa male alla salute". La "sua" immondizia ha riacceso i riflettori su "una sanità malata che agli occhi del pubblico non solo non sa risolvere i suoi problemi "più gravi", ma addirittura perde tempo ad occuparsi di cose sciocche come una ragazzina che fa sesso in TV". Il ciclone mediatico ha travolto di nuovo, tutte insieme, le poche mele marce della sanità ma anche le tante persone che si fanno in quattro ogni giorno per far andare bene le cose. Ha minato una volta di più l'immagine che le persone, i pazienti e i loro familiari hanno della sanità a cui invece dovrebbero affidarsi. Non ce n'era bisogno, caro Brindani. La Sanità italiana è già nell'occhio del ciclone per le solite mele marce, non aveva bisogno di un ulteriore scossone. Mi creda se le dico che questo modo di agire fa male. Nuoce alla Sanità che funziona, nuoce ai pazienti che non fidandosi più, non riescono più ad affidarsi completamente quando ne hanno più bisogno. La medicina di oggi ha capito che per funzionare al meglio non può più limitarsi a considerare solo le malattie, ma deve concentrarsi sul paziente nella sua totalità. Per far questo però è necessario che medici e pazienti si fidino abbastanza l'uno dell'altro da creare "un'alleanza terapeutica". Lo scandalo del GF ha gettato nuove ombre tra medici, che a questo punto si sentono a priori sotto accusa, e pazienti che invece si sentono sempre nelle mani di ciarlatani. Lei potrà dirmi che la televisione in fondo mostra solo una parte della realtà. Il problema è che quando quella parte di realtà viene proposta e riproposta allo sfinimento, alla fine sembra l'unica realtà possibile.
È troppo facile lanciare sassi nello stagno per guardare fin dove vanno i cerchi in superficie senza chiedersi cosa succede sotto. Non hanno forse un codice deontologico anche i giornalisti? Quindi, per favore, la prossima volta ci pensi prima di produrre immondizia non necessaria.
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