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Sulla deontologia da Grande Fratello appassionatevi ma senza trash

Lunedì 31 Marzo 2008, 19:17 in Camici bianchi in tv di
Stetofonendo%20scopi.jpgINVITO I MIEI LETTORI A MODERARE I TONI E A RIPORTARE LE DISCUSSIONI ENTRO LIMITI CHE SIANO RISPETTOSI DI TUTTE LE PARTI DIRETTAMENTE E INDIRETAMENTE COINVOLTE NELLE VICENDE DI CUI PARLO.
La questione deontologica sollevata da Lina del Grande Fratello vi ha appassionato e questo non può non farmi piacere, ma non vorrei che si scadesse nel trash.
Lina è "accusata" o se preferite "sospettata" di non aver rispettato un codice di comportamento che pure ha sottoscritto e per questo verrà giudicata dall'ordine che quel codice è chiamato a far rispettare. Ciò non significa automaticamente che verrà condannata e soprattutto condannata alla radiazione che è il massimo della pena per un medico perché di fatto impedisce di continuare a lavorare.

In ogni caso i toni di noi che non abbiamo voce in capitolo dovrebbero rimanere nel rispetto che si deve a chiunque. Ciascuno può dire la propria in modo assolutamente libero e personale, nel senso che non siete obbligati ad essere d'accordo con me o con quello che scrivo. Ma qualsiasi cosa decidiate di dire, fatelo in modo onesto, sincero e rispettoso. "Gallina senza cervello" o simili giudizi sulle persone non saranno perciò più tollerati da parte di nessuno e nei confronti di nessuno. Lina non piace molto nemmeno a me, ma non mi pare di essere stata irrispettosa nei suoi riguardi anzi, ho cercato di far vedere la colpa di cui è sospettata, precisando che però sarebbe comunque una colpa lieve, "una ragazzata" che non merita la radiazione, che poi è anche il messaggio intuibile dalle parole di Amedeo Bianco. A chi lo vuole intendere ovviamente. La mia colpa è stata al massimo quella di non aver lanciato l'invito alla moderazione subito dopo il commento di "un medico" al post sulla deontologia da Grande Fratello. Non l'ho fatto, benché lo trovassi offensivo e mi dispiace, ho sbagliato.

Tuttavia non ritengo nemmeno corretto che da un singolo episodio riguardante una sola persona e per questioni extralavorative parta un'accusa a un'intera categoria. La vicenda di Lina del GF sta dimostrando che il comportamento sbagliato di uno, in questo caso un medico, tende agli occhi degli altri a estendersi a tutti gli altri membri della stessa categoria. Che poi è il motivo per cui il primo codice di deontologia medica si occupa anche del comportamento dei medici al di fuori del lavoro. Cosa che ha fatto invece arrabbiare molti di quelli che difendono Lina i quali si chiedono cosa debba importare all'ordine cosa fa lei dentro la casa del Gf. La capacità di ragionare per categorie è una caratteristica tutta umana che nei modi e nei tempi giusti può anche essere utile, ma noi italiani siamo maestri nell'arte di "far di tutta un'erba un fascio" e tutti pagano per uno. D'accordo, Lina a parte, c'è chi se lo merita perché ha davvero delle colpe ed è quindi lecito attendersi che questi paghino, nelle sedi opportune e dopo giusto giudizio. Non fatevi però ingannare. Come spesso accade, si parla di quello che non va ma non di quello che va, per cui la percezione può essere che in realtà non vada nulla, ma in ogni categoria per una mela marcia ce ne sono migliaia che fanno di tutto per far andar bene le cose.
Ogni giorno ci sono medici, infermieri e tecnici che lavorano insieme ai pazienti per fare passi magari piccoli ma che guardati nella giusta prospettiva sono autentici miracoli. È davvero crudele sminuire il lavoro di queste persone e i risultati che i loro pazienti hanno raggiunto. E guardate che non lo dico solo perché sono medico. Prima di diventarlo sono stata paziente, ho visto tutto e il contrario di tutto, ma non è una questione di categoria, è un problema di sistemi, strutture, mezzi e soprattutto di sensibilità individuale, ma sarei un'ingrata se dicessi che TUTTI I MEDICI non sanno fare il loro mestiere, che pensano solo ai soldi e al successo, tanto per citare le critiche più comuni che si rivolgono alla categoria.
Non mi piace però nemmeno il vittimismo di certi medici che si sentono gli unici tartassati. La satira medica in fondo esiste da quando esiste la medicina. Magari è vero che adesso fa un po' tendenza parlare di errori medici, lauree comprate, malasanità e simili, ma alla gogna mediatica ci sono e ci saranno tutti prima o poi. Il problema è che non sarà mai un problema di categorie ma noi certamente lo faremo diventare tale continuando a ragionare nello stesso modo.

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02 Apr 2008
alle 01:07

sea

Non ho seguito il caso "medico", ma dai toni del tuo post, capisco che purtroppo come troppo spesso accade su internet, approfittand dell'anonimato e della grande libertà del mezzo internet, non si conoscono (o non si applicano) le regole naturali di un sano confronto civile per offrire il proprio punto di vista.

Quello che reputo in generale ancora più grave, è che spesso si interviene SENZA aver veramente riflettuto sul proprio punto di vista.

E' l'ennesima occasione dove ci si sente in diritto di intervenire, con argomentazioni povere di analisi (o addirittura inesistenti...), con generalizzazioni preoccupanti, senza rendersi conto che il mezzo internet può essere una vera fonte di conoscenza e di arricchimento delle nostre conoscenze e di punti di vista altrui, soprattutto se ben spiegati, supportati da argomenti che hanno qualcosa da offrire...

E invece troppo spesso ci si ritrova ad offendersi uno contro l'altro, senza neanche 'ricordarsi' più il motivo dell'intervento, il tema della discussione.

Ci si 'diverte' a partecipare come faceva un pubblico antico almeno di 2.000 anni che metteva dentro un piazzale cristiani, ladri, schiavi, lottatori professionisti, donne e bambini, tigri e animali, e tutti, indipendentemente dal loro credo, dalle loro vite dovevano partecipare al gioco fino alla morte per far dvertire un pubblico che oscenamente voleva morte, orrore e sangue.

Un uomo come Cristo, figlio di un Dio buono o uomo come noi, veniva messo di fronte ad un pubblico che bovinamente ripeteva 'a morte' dietro lo strano istinto di conservazione della prpria 'specie' dei capi della religione allora, in quel luogo, di riferimento, senza guardare, né capire. Le immagini strazianti di un uomo che parlava d'amore al mondo non venivano ascoltate in quella piazza dove ossessivamente si chiedeva oltre le torture, la morte.

Medico o non medico, vita privata o in tv, nessuno ha chiesto al GF di 'cacciare' la Christine che si è macchiata di un reato- delitto contro la persona privata e contro la societò (art. 527, 528 e 529 del Codice Penale), anzi seguendo BOVINAMENTE "striscia" il reato + diventato "un innocente scherzetto" e la persona che ha reagito un violentatore di "innocenti ragazzine".

E ripetiamolo anche qui, tutto questo è successo perché il bravissimo Fiorello aveva 'sbancato' con l'audience...e Mediaset aveva fatto entrare Christine proprio dopo essersi impossessata misteriosamente di un video di proprietò RAI di cui non si era autorizzata la pubblicazione, anche se avevano offerto lauti guadagni per la sua liberatoria, come è nella logica dello sfruttamento d'immagine di persone note da parte delle tv.

Mi aspetto un mondo migliore, dalla crescita delle coscienze. Internet può contribuire con il suo spazio virtuale e iperdemocratico in modo meraviglioso, non è una patente per la demenza ad oltranza, ostentata come nuova virtù dell'era del "educhiamoci con una tv assetata di guadagni e di audience" che schiaccia i neuroni a tutti e vuole far credere che più siamo scemi e più siamo vivi...

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