Omaggio a Van Gogh

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Vincent_Willem_van_Gogh.jpgVincent van Gogh, genio del suo tempo, non ebbe mai in vita il successo che avrebbe meritato, ma come accaduto a molti altri artisti prima e dopo di lui, ne ebbe invece molto dopo la morte, avvenuta per sua stessa mano nel luglio del 1890. Ancora oggi sono in tanti a subire il suo fascino e sono tanti gli artisti che hanno voluto ricordarne le opere, ma soprattutto la vita tormentata dalla malattia. Oggi è il suo compleanno e per fargli gli auguri ho pensato di proporvi gli omaggi musicali che due grandi cantanti Donald McLean e Roberto Vecchioni hanno voluto fargli in passato.
Forse avrei dovuto scegliere solo uno dei due video, in fondo la base musicale è la stessa (quella scritta da McLean nel 1973), ma erano entrambi molto belli e non ho saputo resistere, quindi poterete vedere, ma soprattutto sentire Vincent sia con il testo originale di McLean sia nella versione di Vecchioni.
Attenti! Nel secondo video c'è un "intruso". Scoprirlo non è difficile, ma il motivo per cui si trova lì merita comunque attenzione. Seguitemi e capirete.
Vincent (Starry, starry night)
(Testo e musica di Don McLean)

Starry, starry night,
paint your palette blue and grey,
look out on a summer's day,
with eyes that know the darkness in my soul.
Shadows on the hills,
sketch the trees and the daffodils,
catch the breeze and the winter chills,
in colors on the snowy linen land.
Now I understand
What you tried to say to me,
How you suffered for your sanity,
how you tried to set them free.
They would not listen,
They did not know how,
Perhaps they'll listen now.
Starry, starry night
Flaming flowers that brightly blaze
swirling clouds in violet haze
reflect in Vincent's eyes of China blue
colors changing hue
morning fields of amber grain
weathered faces lined in pain
are soothed beneath the artist's loving hands
For they could not love you,
but still your love was true,
and when no hope was left in sight,
on that starry, starry night,
you took your life, as lovers often do
but I could have told you , Vincent,
this world was never meant for one
as beautiful as you.
Starry, starry night,
portraits hung in empty halls
frameless heads on nameless walls
with eyes that watch the world and can't forget
like the strangers that you've met
the ragged men in ragged clothes
a silver thorn a bloody rose
lie crushed and broken on the virgin snow.

Vincent di Roberto Vecchioni
(Testo Vecchioni - Enrico Nascimbeni; musica Don McLean)

Guarderò le stelle
com'erano la notte ad Arles,
appese sopra il tuo boulevard;
io sono dentro agli occhi tuoi,
Vincent.
Sognerò i tuoi fiori,
narcisi sparpagliati al vento,
il giallo immenso e lo scontento
negli occhi che non ridono,
negli occhi tuoi,
Vincent.
Dolce amico mio,
fragile compagno mio,
al lume spento della tua pazzia
te ne sei andato via,
piegando il collo
come il gambo di un fiore:
scommetto un girasole.
Sparpagliato grano,
pulviscolo spezzato a luce
e bocche aperte senza voce
nei vecchi dallo sguardo che non c'è,
poi le nostre sedie
le nostre sedie così vuote
così "persone",
così abbandonate
e il tuo tabacco sparso qua e là.
Dolce amico mio,
fragile compagno mio,
che hai tentato sotto le tue dita
di fermarla, la vita.
Come una donna amata alla follia
la vita andava via
e più la rincorrevi
e più la dipingevi a colpi rossi
per tenerla stretta,
gialli come dire "Aspetta!",
fino a che i colori
non bastaron più…
e avrei voluto dirti, Vincent,
questo mondo non meritava
un uomo bello come te!
Guarderò le stelle,
la tua, la mia metà del mondo
che sono le due scelte, in fondo:
o andare via o rimanere via.
Dolce amico mio,
fragile compagno mio,
io, in questo mare,
non mi perdo mai;
ma in ogni mare sai
"Tous le bateaux
vont à l'hazard pour rien".
Addio, da Paul Gauguin.

Avete capito chi è l'intruso? Sì, avete visto giusto, è proprio il famosissimo "L'urlo" di Edvard Munch. L'autore del video hosognatodivivere spiega così perché ha deciso di inserire una sua opera del tra quelle di van Gogh:
"Sono state le stesse parole di Munch ad ispirarmi: "Una sera - disse infatti il pittore norvegese - passeggiavo per un sentiero, da una parte stava la città e sotto di me il fiordo…Mi fermai e guardai al di là del fiordo, il sole stava tramontando, le nuvole erano tinte di rosso sangue. Sentii un urlo attraversare la natura: mi sembrò quasi di udirlo. Dipinsi questo quadro, dipinsi le nuvole come sangue vero. I colori stavano urlando", proprio come urlano i colori di Vincent!"
Condivido in pieno questa scelta.

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