L'arte di curare e guarire
Nel post sulla vanità, ho presentato la malattia come uno dei possibili momenti della vita in cui un po' di vanità può risultare addirittura terapeutica. Ci sono però anche momenti fisiologici che per i cambiamenti fisici e psichici a cui conducono, possono essere vissuti come autentivi terremoti e che potrebbero richiedere un pizzico di sana vanità. Ce ne sono tanti: la maternità, il passaggio dall'età adulta alla vecchiaia e ovviamente l'adolescenza. Gli adulti la chiamano "età difficile", ma se lo ricorderanno davvero cosa vuol dire crescere? Credo di no. Per fortuna ogni tanto capita qualcosa che ti riporta alla mente la tua adolescenza e allora sì che ricordi. A me è capitato qualche tempo fa leggendo la pagina che i ragazzi della Scuola media "Laura Conti" di Buccinasco hanno elaborato per il concorso di Giornalismo organizzato dal Quotidiano Nazionale. Si tratta di un'iniziativa di cui non perdo una puntata perché so quante cose davvero interessanti possono uscire. In pratica i ragazzi, coadiuvati dai loro professori, devono organizzare una pagina del quotidiano scegliendo l'argomento di cui parlare. Per chi non se ne intende, riempire un'intera pagina di giornale non è cosa facile. Bisogna suddividere bene gli spazi, ma rispettare alla perfezione il numero di battute (caratteri più spazi) complessivo, scegliere titoli e contenuti dando però all'insieme senso e coerenza e mantenere lo stile giornalistico. Non è facile, però le regole sono uguali per tutte le Scuole partecipanti e se la giocano alla pari. Ma che tema si sono andati a scegliere i ragazzi della "Conti"? "Noi e lo specchio". Roba da far tremare giornalisti ben più navigati, ma non loro che invece ne fanno un capolavoro.
Questo sì che mi fa molto piacere Teresa. Vuol dire che che se diventerai una scrittrice super-famosa potrò dire in giro di aver contribuito almeno un po' ;-)
Però ricorda quello che dicevo ad Elena. Cercare di piacere agli altri è un buon incentivo per andare avanti, ma è anche rischioso: gli "altri" sono davvero tanti e metterli tutti d'accordo praticamente impossibile. Quello che voglio dire è che non riuscirai mai a piacere a tutti contemporaneamente, ma se tu sei felice di quello che fai indipendentemente da quello che ne pensano gli altri, le persone che ti amano in modo vero e sincero noteranno sicuramente il bello di quello che fai. In altre parole: lavorare e mettercela tutta per essere soddisfatti di sé è la migliore garanzia di riuscita in qualsiasi campo della vita.
Vale anche per te quello che ho detto a Carlotta. Per voi ci sarò sempre, qui, e pronta ad ascoltare. Però datemi del tu. Ciao
Sono Teresa della 1C e la ringrazio per le belle cose che ha scritto su di noi.
Scrivere, come dice Carlotta, è una cosa "fantavolosa", soprattutto se quello che scrivi piace agli altri. lei mi ha fatto venire ancora più voglia di scrivere, scrivere, scrivere.
Saluti Teresa
Ciao Carlotta! Che piacere trovarti qui! Sono sicura che riuscirete a scrivere altre cose interessanti, siete bravi. E comunque al di là del risultato che altri possono o meno riconoscervi quello che conta è continuare a trovare "fantavoloso" fare le cose.
Io intanto continuerò a seguirvi nel concorso QN. Torna pure a trovarmi. Io sono comunque sempre qui. Puoi lascirmi un commento e se invece vuoi dirmi o chiedermi qualcosa in privato basta che lo invii a emanuelazerbinatti@blogosfere.it
buona sera sono Carlotta della 1C; grazie per i complimenti sul nostro lavoro, sono andata a vedere il blog della sua amica "a bagnomaria". spero che riusciremo a scrivere altri articoli, perchè è stato molto elettrizzante(fantavoloso).
Speriamo di sentirla presto!
Saluti Carlotta
Posso rispondere alla piccola Carlotta? Anche io da piccola adoravo cucinare, adoravo la musica in sottofondo, e stavo a guardare ore e ore la mia nonna impastare. Aiutarla a cucinare, era persin più divertente che andare ai giardini! Cara Carlotta, coltiva questa tua passione, cucinare è un'arte, e come ti confermerà bene Emanuela, sviluppa manualità e creatività, e poi ti da grande, grande soddisfazione :)
Permettetemi di lasciare un po’ di consigli ai miei piccoli scrittori in erba.
A Elena e a tutti quelli che vivono i suoi stessi problemi. Non preoccuparti: la paura di non essere abbastanza bella per gli altri non è un fatto solo adolescenziale. Non passa proprio mai. Quando ti guardi allo specchio prova a cambiare la domanda con un bel: “Oggi sono abbastanza bella per me?”. Vedrai che sarai bellissima anche per gli altri. E, visto che ti piace leggere prova con “Una bella mente. Rendersi attraenti con il pensiero creativo” di Edward De Bono (Erickson, 2007)
Per tutti. Scrivete, scrivete, scrivete. Non solo articoli di giornale, ma anche racconti, storielle, poesie e anche lettere. Non riuscite a dire una cosa alla mamma, il professore proprio non vi capisce, papà non sa mai nulla? Scrivetegli una lettera e non importa che gliela facciate avere. Averla scritta aiuta ad andare oltre lo specchio. E se proprio vi piacciono le competizioni partecipate al Festival delle lettere
Ai docenti invece consiglio “La narrazione delle emozioni in adolescenza. Contributi di ricerca e implicazioni educative" di Ilaria Grazzani e Veronica Ornaghi (McGraw-Hill Companies, 2007), perché se l’adolescenza è una regione in cui le cose vengono compiute in modi diversi rispetto a ciò che avviene nel mondo adulto, quale metodo migliore potrebbe esserci rispetto a quello che si focalizza sulle emozioni, che utilizza l’approccio narrativo e che raccoglie diari e testi scritti dagli adolescenti per comprendere gli abitanti di questa regione?
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alle 19:20
Carlotta
Grazie, spero di continuare a scrivere su questo blog "fantavoloso".
A presto Carlotta!!