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Piccoli scrittori crescono davanti allo specchio

Giovedì 21 Febbraio 2008, 09:40 in Arteterapia, Cucina e gastronomia, Segnalazioni di

Child%20behind%20mirror.jpgNel post sulla vanità, ho presentato la malattia come uno dei possibili momenti della vita in cui un po' di vanità può risultare addirittura terapeutica. Ci sono però anche momenti fisiologici che per i cambiamenti fisici e psichici a cui conducono, possono essere vissuti come autentivi terremoti e che potrebbero richiedere un pizzico di sana vanità. Ce ne sono tanti: la maternità, il passaggio dall'età adulta alla vecchiaia e ovviamente l'adolescenza. Gli adulti la chiamano "età difficile", ma se lo ricorderanno davvero cosa vuol dire crescere? Credo di no. Per fortuna ogni tanto capita qualcosa che ti riporta alla mente la tua adolescenza e allora sì che ricordi. A me è capitato qualche tempo fa leggendo la pagina che i ragazzi della Scuola media "Laura Conti" di Buccinasco hanno elaborato per il concorso di Giornalismo organizzato dal Quotidiano Nazionale. Si tratta di un'iniziativa di cui non perdo una puntata perché so quante cose davvero interessanti possono uscire. In pratica i ragazzi, coadiuvati dai loro professori, devono organizzare una pagina del quotidiano scegliendo l'argomento di cui parlare. Per chi non se ne intende, riempire un'intera pagina di giornale non è cosa facile. Bisogna suddividere bene gli spazi, ma rispettare alla perfezione il numero di battute (caratteri più spazi) complessivo, scegliere titoli e contenuti dando però all'insieme senso e coerenza e mantenere lo stile giornalistico. Non è facile, però le regole sono uguali per tutte le Scuole partecipanti e se la giocano alla pari. Ma che tema si sono andati a scegliere i ragazzi della "Conti"? "Noi e lo specchio". Roba da far tremare giornalisti ben più navigati, ma non loro che invece ne fanno un capolavoro.

Da bravi giornalisti iniziano guardandosi intorno: "Gli adulti che rapporto hanno con lo specchio?" Qualche ipotesi l'avanzano pure, ma è un po' pessimistica: li vedono troppo indaffarati per guardarsi davvero. Nel dubbio però è meglio verificare sul campo e quindi via con le interviste: la preside, la segretaria, alcuni docenti... Il quadro che ne esce è fin troppo idilliaco, e loro infatti non si lasciano confondere e concludono che sì "il mondo degli adulti nel quale si troveranno a vivere in prima persona tra qualche anno non è tutto negativo, basta imparare a non fermarsi all'aspetto esteriore". Saggi ragazzi.
Poi c'è "Specchiamoci", nel senso di immedesimarsi nel personaggio di un libro o di un film. Scopriamo così che a Teresa piace immedesimarsi in Hermione, l'amica di Harry Potter per l'intelligenza e la passione per i libri, ma anche se va bene a scuola come la sua eroina riesce a pensare pure ad altro. Meno male. Elena invece si sente vicinissima alla protagonista del libro "Io non sono Cenerentola" perché come lei ha tutti i problemi tipici dell'adolescenza: il corpo in trasformazione, l'insicurezza su tutto, il non sentirsi mai abbastanza bella per gli altri. E infine c'è Carlotta che "da quando ha visto Ratatuille al cinema, si riconosce nel topino protagonista del film perché anche a lei piace cucinare. La sua ricetta segreta è "un pizzico di musica", nel senso che cucina ascoltando la colonna sonora di High School Musical o di Hillary Duff. Beh Carlotta, dovresti proprio visitare A Bagnomaria, il blog della mia amica Claudia Santini. Anche a lei piace mettere un pizzico d'arte in cucina e il risultato è strepitoso. Assaggiare per credere.
In ultimo c'è il pezzo forte: "Quando un lavoro di descrizione porta allo scoperto ciò che si nasconde". Sono i pensieri che frullano nella testa di una studentessa dopo la consegna della traccia per un tema. "La consegna è semplice. Guardando allo specchio il tuo viso descrivi ciò che vedi". Chiamalo semplice! È uno di quei temi che si possono amare e odiare allo stesso tempo e con tutte le proprie forze. Da un lato lo ami perché, se ti capitava di dover parlare mettiamo di Garibaldi, che non c'è nemmeno più,  sarebbe stata grigia senza averlo prima studiato, dall'altro lo odi perché se ti capitava Garibaldi almeno studiare sarebbe stato sufficiente. Guardarsi allo specchio è una cosa difficile ad ogni età figuriamoci da adolescenti. Poteva essere una tragedia, ma loro... Ve lo riporto perché è veramente bello. Ironico e divertente, fin troppo per un'adolescente posta davanti allo specchio a parlare di sé.
"Beh, non è difficile... vediamo... le sopracciglia sono ben disegnate, i capelli lisci e lucidi, ma un po' sfibrati dall'uso maniacale della piastra... No, a me i miei capelli non piacciono proprio, per tenerli a bada devo ricorrere a dosi industriali di gel e poi... che colore insulso... non potevo nascere bionda? Guarda, guarda... ma io ho sempre l'espressione così imbronciata? Proviamo a sorridere... non sono male se sorrido. Vuoi vedere che ha ragione la mamma quando mi accusa di avere sempre l'aria "cupa"? La mia amica del cuore, quando sorride, mette in mostra due simpatiche fossette e devo dire che è facile vederle, le sue fossette, perché lei è spesso sorridente. Anche la mia compagna è difficile vederla incavolata. Anzi, dal modo in cui ti guarda, con quegli occhioni chiari spalancati sul mondo, capisci che si sorprende ancora per tutto, come una bambina. Il più bravo della classe poi è u tipo spiritosissimo e si capisce che ha una battuta pronta da dire e che fa una gran fatica a trattenerla, durante la lezione, perché gli sorridono gli occhi. Poi c'è la più vanitosa che, soddisfatta, accarezza i suoi lunghi capelli scuri. Ovviamente non mancano i timidoni che hanno spesso un tremito leggero sulle labbra, ti guardano di sfuggita, si mordicchiano le unghie. Ecco, le unghie... adesso guardo le unghie dei miei compagni e vi dico se in questo periodo se la passano bene o meno. Guardali i miei compagni. Tutti intenti a scrutarsi nello specchietto che si sono portati da casa per lo svolgimento del tema. Chissà se anche loro, come sta capitando a me, dalla descrizione del viso stanno piano piano scivolando a parlare del loro carattere, delle loro paure, dei loro sogni, perché si sa, il viso è lo specchio dell'anima."
"Ma non erano gli occhi lo specchio dell'anima?" si chiede il prof.
Che importa prof: quando l'anima è così bella a cosa serve sapere da dove esce?
Scuola%20Media%20Laura%20Conti.jpgGrazie agli insegnanti Tullia Castagnidoli e Franco Brega e ai redattori che vi cito, in rigoroso ordine alfabetico come da registro, perché lo meritano Maria Bianchi, Francesca Bosco, Niccolò Carrer, Alessandro Caruso, Corinne Castellano, Teresa Cosmai, Stefano Cossu, Gianmarco Della Calce, Alessandra Favalli, Claudio Formaggini, Alessandro Francesconi, Giorgia Giassi, Cristian Girolo, Limin Hu, Elena Lepore, Giuseppe Maccaro, Bianca Marchesi, Veronica Pina, Giovanni Spada, Michela Tucci, Carlotta Varaldo, per avermi restituito un'immagine pulita della scuola che oggi non trovo più da nessuna parte, seppellita com'è sotto cumuli di parole inutili e titoli di cronaca che danno spazio ai pochi che sbagliano, dimenticando quanti lavorano sodo contro mille difficoltà, burocratiche o adolescenziali che siano. Grazie perché vuol dire che non sono io a ricordare male: la scuola, con le sue gioie e i suoi dolori, è ancora un luogo dove si può imparare a crescere e che ti può salvare la vita. Letteralmente, perché quando tutto intorno sembra crollare e nemmeno casa è poi più così sicura, forse è proprio a scuola che si può trovare il luogo accogliente che manca. Basta avere un po' di pazienza e lasciare che gli altri ci vengano in contro. Magari con un tema come questo. Per ognuno di noi c'è sempre un professore pronto ad ascoltare te e te soltanto. E in un futuro non molto lontano anche tu ringrazierai che quel giorno non ti sia stato dato il tema su Garibaldi.
Di dolori e sofferenze tra i banchi riparleremo presto con Caro diario, l'ultimo libro di Daniel Pennac che con la solita maestria ci racconta come si può uscire dalla condizione di "somaro" della classe e sopravvivere agli anni di scuola proprio grazie all'amore di una ragazza, del padre e... di qualche professore.
7
7 commenti
7
26 Feb 2008
alle 19:20

Carlotta

Grazie, spero di continuare a  scrivere su questo blog "fantavoloso".

A presto Carlotta!!

 

6
24 Feb 2008
alle 19:47

Emanuela Zerbinatti

Questo sì che mi fa molto piacere Teresa. Vuol dire che che se diventerai una scrittrice super-famosa potrò dire in giro di aver contribuito almeno un po' ;-)

Però ricorda quello che dicevo ad Elena. Cercare di piacere agli altri è un buon incentivo per andare avanti, ma è anche rischioso: gli "altri" sono davvero tanti e metterli tutti d'accordo praticamente impossibile. Quello che voglio dire è che non riuscirai mai a piacere a tutti contemporaneamente, ma se tu sei felice di quello che fai indipendentemente da quello che ne pensano gli altri, le persone che ti amano in modo vero e sincero noteranno sicuramente il bello di quello che fai. In altre parole: lavorare e mettercela tutta per essere soddisfatti di sé è la migliore garanzia di riuscita in qualsiasi campo della vita.

Vale anche per te quello che ho detto a Carlotta. Per voi ci sarò sempre, qui, e pronta ad ascoltare. Però datemi del tu. Ciao

5
24 Feb 2008
alle 19:27

Teresa

Sono Teresa della 1C e la ringrazio per le belle cose che ha scritto su di noi.

Scrivere, come dice Carlotta, è una cosa "fantavolosa", soprattutto se quello che scrivi piace agli altri. lei mi ha fatto venire ancora più voglia di scrivere, scrivere, scrivere.

Saluti Teresa

4
24 Feb 2008
alle 16:04

Emanuela Zerbinatti

Ciao Carlotta! Che piacere trovarti qui! Sono sicura che riuscirete a scrivere altre cose interessanti, siete bravi. E comunque al di là del risultato che altri possono o meno riconoscervi quello che conta è continuare a trovare "fantavoloso" fare le cose.

Io intanto continuerò a seguirvi nel concorso QN. Torna pure a trovarmi. Io sono comunque sempre qui. Puoi lascirmi un commento e se invece vuoi dirmi o chiedermi qualcosa in privato basta che lo invii a emanuelazerbinatti@blogosfere.it

3
23 Feb 2008
alle 23:08

Carlotta

buona sera sono Carlotta della 1C; grazie per i complimenti sul nostro lavoro, sono andata a vedere il blog della sua amica "a bagnomaria". spero che riusciremo a scrivere altri articoli, perchè è stato molto elettrizzante(fantavoloso).

Speriamo di sentirla presto!

Saluti Carlotta

2
22 Feb 2008
alle 11:19

Claudia

Posso rispondere alla piccola Carlotta? Anche io da piccola adoravo cucinare, adoravo la musica in sottofondo, e stavo a guardare ore e ore la mia nonna impastare. Aiutarla a cucinare, era persin più divertente che andare ai giardini! Cara Carlotta, coltiva questa tua passione, cucinare è un'arte, e come ti confermerà bene Emanuela, sviluppa manualità e creatività, e poi ti da grande, grande soddisfazione :) 

1
21 Feb 2008
alle 10:46

Emanuela Zerbinatti

Permettetemi di lasciare un po’ di consigli ai miei piccoli scrittori in erba.

A Elena e a tutti quelli che vivono i suoi stessi problemi. Non preoccuparti: la paura di non essere abbastanza bella per gli altri non è un fatto solo adolescenziale. Non passa proprio mai. Quando ti guardi allo specchio prova a cambiare la domanda con un bel: “Oggi sono abbastanza bella per me?”. Vedrai che sarai bellissima anche per gli altri. E, visto che ti piace leggere prova con “Una bella mente. Rendersi attraenti con il pensiero creativo” di Edward De Bono (Erickson, 2007)

Per tutti. Scrivete, scrivete, scrivete. Non solo articoli di giornale, ma anche racconti, storielle, poesie e anche lettere. Non riuscite a dire una cosa alla mamma, il professore proprio non vi capisce, papà non sa mai nulla? Scrivetegli una lettera e non importa che gliela facciate avere. Averla scritta aiuta ad andare oltre lo specchio. E se proprio vi piacciono le competizioni partecipate al Festival delle lettere

Ai docenti invece consiglio “La narrazione delle emozioni in adolescenza. Contributi di ricerca e implicazioni educative" di Ilaria Grazzani e Veronica Ornaghi (McGraw-Hill Companies, 2007), perché se l’adolescenza è una regione in cui le cose vengono compiute in modi diversi rispetto a ciò che avviene nel mondo adulto, quale metodo migliore potrebbe esserci rispetto a quello che si focalizza sulle emozioni, che utilizza l’approccio narrativo e che raccoglie diari e testi scritti dagli adolescenti per comprendere gli abitanti di questa regione?

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