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Hai lo sguardo d’artista?

Mercoledì 6 Febbraio 2008, 10:08 in Psicologia e neuroscienze, Quiz e giochi di
Nuovo quiz tra arte e scienza per voi. Nelle due immagini sottostanti le linee gialle rappresentano i movimenti oculari registrati da due persone alle quali era stato chiesto di memorizzare una fotografia nel modo più fedele possibile. Uno delle due è un artista, mentre l'altra è uno psicologo. Sapreste dire quale delle due immagini riporta i movimenti oculari dell'artista e quale quelli dello psicologo?
vart1.jpg
E in queste due?
vart2.jpg

Forse dal confronto tra le due coppie di immagini qualcuno ha già capito come arrivare alle soluzione, ma se brancolate nel buio vi do qualche "dritta". Come gli insegnanti di disegno ben sanno, una delle più grosse difficoltà che gli studenti alle prime armi incontrano è quella di fare ritratti proporzionati. Tendenzialmente infatti i loro lavori si caratterizzano per un'accentuazione delle dimensione degli elementi giudicati importanti come gli occhi e la bocca. Gli artisti navigati invece, hanno imparato a resistere a questa tentazione e riescono a disegnare la realtà come appare davvero. Ecco perché, come si può intuire dai due tipi di tracciato, lo sguardo d'artista è assai diverso.
Le immagini che vi ho proposto fanno parte di un test a cui Stine Vogt e Svein Magnussen, dell'Università di Oslo (Norvegia), hanno sottoposto un gruppo di studenti degli ultimi anni dei corsi di arte e di psicologia. L'intero test pubblicato sulla rivista Perception consisteva in realtà in 16 immagini che ciascun soggetto all'inizio doveva semplicemente guardare. Solo in seguito le stesse immagini dono state riproposte con lo scopo di farle memorizzare.
Osservando le registrazioni dei movimenti oculari di artisti e psicologi, i ricercatori hanno identificato alcune aree sensibili delle immagini che venivano guardate più spesso di altre come appunto i volti e le figure umane, quando ce n'erano. vogt1.jpg Il grafico qui a fianco dimostra che entrambi i gruppi di soggetti guardavano queste aree, ma i non artisti tendevano a soffermarcisi di più. Gli artisti invece vi indugiavano di più solo quando lo scopo era memorizzare l'immagine.
Già, ma chi era più bravo a memorizzarle? Dalle descrizioni scritte della immagini che i partecipanti hanno messo per iscritto alla fine del test è emerso che gli artisti, in generale, ricordavano molti più dettagli delle figure, ma sorprendentemente gli psicologici erano più bravi con le immagini astratte nelle quali non era presente alcun oggetto riconoscibile. In effetti come risultava anche dall'analisi dei tracciati dei movimenti oculari, gli artisti erano capaci di cambiare strategia tra osservazione semplice e osservazione per memorizzare solo con le immagini non-astratte, ma non quando nell'immagine c'erano oggetti riconoscibili.
Per spiegare come mai gli artisti guardavano in modo così diverso, soprattutto le immagini non-astratte, Vogt e Magnussen hanno ipotizzato che dipenda proprio dalla loro formazione accademica. In pratica gli artisti avrebbero imparato a considerare tutti i dettagli di una foto e non solo quelli a cui il nostro sistema percettivo tende per natura a dare importanza come appunto gli oggetti e i volti.
Soluzione. A questo punto è chiaro che i movimenti oculari degli artisti sono quelli che sondano in modo più uniforme tutta l'immagine, indipendentemente dalla presenza di un particolare saliente o di una figura umana e quindi quelle contrassegnate dalla lettera B in entrambe le coppie di immagini che vi ho proposto all'inizio.
Fonte: Cognitive daily
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